lunedì 5 settembre 2011

entropia


Se ci si ferma, si è. Se ci si muove, si diventa. (Quasi parmenideo ed eracliteo insieme questo senso dell'essere). Mi domando: perchè rimandarsi? Come se le epoche fossero per noi sempre possibili in eterno. Ho per me questo senso ed è come avere il mondo in testa e la luce nel cuore quando disamata arrendo energia all'esistere entropico.

mercoledì 3 agosto 2011

Sottinteso

Richiami e domande che l'agosto porta con sè. Spesso scalzati. Ma bisogna come scolpire: togliere per vedere. Pensare è mettere a nudo: in primis se stessi/e. Altro non conta.

domenica 3 luglio 2011

Veder-si

L'illuminazione è saper vedere al buio. Così, infatti, Eraclìto: "Ai pellegrini notturni". "Ai vaganti di notte". Io, come il tuffatore greco, quale tuffatrice magistrale e come, anche, i ragazzi dal ponte di Mostar, prima della guerra, nella exYugoslavia. Essere e andare nel profondo.

mercoledì 4 maggio 2011

Narrare è già politica


"L'acutezza dell'esperienza e la forza delle cose: il pensiero. Narrarlo è già politica. (...) Penso con malinconia a tutti i libri letti, ai luoghi visitati, al sapere che ho accumulato e non sarà più. Tutta la musica, tutta la pittura, tanti luoghi e, all'improvviso, niente. Non è un miele, nessuno se ne nutrirà. La mia esperienza, col suo ordine e i suoi imprevisti. Non succederà più nulla. Volgendo uno sguardo incredulo su quella incredula adolescente (che ero per le promesse di cui ardeva il mio cuore: tutto da vivere, una vita davanti), posso rendermi conto, stupita, fino a che punto sono stata defraudata." (Simone de Beauvoir)

domenica 3 aprile 2011

In una mano

"Portarsi dietro solo quello che può stare in una mano" (Joyce Lussu). Eccola: la primavera. Di nuovo la prima verità come vitale ci traspare dentro. Ci prende la mano. E chissà se noi leggere possiamo prendere il vooolo. Ancora come una volta nel tempo ventoso. Evviva.

venerdì 4 febbraio 2011

Radicamento


Potesse labbro umano indovinare

il carico latente

di una sillaba detta,

sarebbe stritolato sotto il peso.

(Emily Dickinson)